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DiLivia Rea

NUOVO CORONAVIRUS: LE REGOLE DELLA STRUTTURA

  • I clienti sono invitati a indossare la mascherina prima di accedere alla struttura, ed è obbligatorio tenerla costantemente, coprendo correttamente naso e bocca. Sono ammesse solo mascherine chirurgiche, fp2 o fp3 SENZA filtro.
  • I clienti sono pregati di utilizzare il gel disinfettante ed utilizzare i guanti forniti all’ingresso
  • I clienti sono pregati di compilare la dichiarazione sul proprio stato di salute che trovano in sala d’attesa e consegnarla al veterinario curante
  • Si prega di non sostare in più di 2 persone alla volta in sala d’aspetto e mantenere le distanze di sicurezza, utilizzando solo le sedie autorizzate da apposito cartello
  • E’ obbligatorio mantenere costantemente la distanza di sicurezza di 1 metro dalle altre persone presenti in struttura
  • E’ possibile, dopo aver annunciato ai veterinari il vostro arrivo, sostare in cortile aspettando di essere chiamati
  • I clienti sono invitati ad accompagnare l’animale in struttura in ragione di uno alla volta
  • L’accesso alla struttura è interdetto a tutti i clienti che presentano sintomi quali: febbre, mal di gola, tosse secca o che si trovano in regime di quarantena obbligatoria
  • Le visite ai degenti sono al momento vietate, salvo accordi presi con i veterinari per esigenze particolari (es. animali poco collaborativi)

Grazie per la collaborazione,

La direzione sanitaria

 

DiLivia Rea

Primavera e il ritorno della processionaria

I nostri amici a quattro zampe sono sempre molto curiosi ed esplorando l’ambiente che li
circonda possono venire a contatto con le larve di PROCESSIONARIA.

Che cosa sono questi bruchi, tanto temuti dalle famiglie che ospitano piccoli animali?
Sono le larve di certe falene che si trovano su pini, querce, larici e cedri nelle aree rurali e urbane
dell’Europa centrale e meridionale. Questo “bruco“ spesso crea gravi problemi alla salute umana e
animale; anche un solo breve contatto può provocare forti reazioni infiammatorie e allergiche.
L’originaria distribuzione di questi insetti si è recentemente ampliata in latitudine e longitudine a
causa dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale . I bruchi delle processionarie, per
proteggersi dai loro nemici naturali, si sono dotati nel tempo di un micidiale apparato costituito da
migliaia di setole urticanti rimovibili e altamente tossiche, disposte dorsalmente e medialmente
sui segmenti della parte addominale della larva.

Per i nostri amici animali il rischio di incrociare il percorso di queste larve è molto alto nel
periodo primaverile, tra Marzo e fine Aprile, quando i bruchi abbandonano i nidi sugli alberi e
iniziano a spostarsi sul terreno in lunghe file (appunto una vera e propria processione).

l primo sintomo dell’avvenuto contatto è costituito dalla comparsa di un’improvvisa e intensa
salivazione, provocata da un violento processo infiammatorio (principalmente a carico della bocca
e, in forma meno grave, dell’esofago e dello stomaco).

La lingua, a seguito dell’acutissima e repentina infiammazione, mostra un anomalo aumento di
volume e la comparsa di vescicole. Il contatto con i peli urticanti del bruco della processionaria
può causare una distruzione cellulare dei tessuti così grave da provocare addirittura dei processi
di necrosi con la conseguente perdita di porzioni della lingua stessa.

Altri sintomi rilevanti sono: il rifiuto e/o la difficoltà ad assumere il cibo, il vomito, l’eritema
facciale (arrossamento) e l’eventuale comparsa di interessamenti oculari, come ad esempio una
congiuntivite.

 

COSA FARE IN CASO DI CONTATTO?
INDOSSARE DEI GUANTI DA CUCINA E LAVARE SUBITO LE MUCOSE DI LINGUA, NASO E OCCHI CON ACQUA O CON SOLUZIONE FISIOLOGICA STERILE SE DISPONIBILE.

IMMEDIATAMENTE DOPO RECARSI DAL VETERINARIO PER LE TERAPIE DEL CASO, A COMINCIARE DALLA
SOMMINISTRAZIONE DI ANTIDOLORIFICI. IL MEDICO VALUTERÀ POI LA NECESSITÀ DI UTILIZZARE ALTRI FARMACI,  VISTO ANCHE IL RISCHIO, NON INFREQUENTE, CHE SI POSSA VERIFICARE UNA REAZIONE ANAFILATTICA

DiLivia Rea

Le intolleranze alimentari

La presenza o l’insorgenza di una intolleranza alimentare può manifestarsi con la comparsa di
sintomi dermatologici (prurito, arrossamento cutaneo) oppure gastroenterici (vomito, diarrea).
In alcuni soggetti convivono entrambe le manifestazioni.
Nonostante la presenza in commercio di analisi sul sangue per determinare le intolleranze, questo
metodo viene a livello internazionale considerato poco affidabile.
L’unico metodo valido per riconoscere una intolleranza alimentare è quello di attuare una
dieta priva (dei cibi precedenti) ed una successiva dieta di provocazione (con i cibi
precedenti).
Normalmente l’intolleranza si manifesta più verso una fonte proteica che verso i carboidrati, ma si
preferisce cambiarli entrambi.
I punti chiavi da metabolizzare per rendere efficace la vostra collaborazione col veterinario:
1) Se non potete mantenere la dieta concordata, telefonate subito al dottore interessato.
2) Una dieta “casalinga” costituita da una nuova fonte proteica e da un tipo diverso di carboidrati è
l’opzione migliore, ma è possibile anche scegliere un mangime specifico suggerito dal veterinario
che non contenga i cibi precedenti o dove le proteine abbiano subito un processo che le renda più
tollerabili.
3) Qualsiasi extra (biscotti, snack, cibo caduto da tavola, cibo degli altri animali di casa, cibo dato
dai vicini) renderà nulli i vostri ed i nostri sforzi per cercare la causa di una intolleranza.
4) Spesso, se c’era una intolleranza a cibi precedenti, si vedrà un miglioramento nel giro di qualche
settimana, ma a volte occorre il termine del periodo indicato (2 mesi) per apprezzare la scomparsa
dei sintomi.
5) Se siete abituati a dare cibo da tavola, tenete da parte un po’ della dieta concordata per fornirla in
quel momento.
6) Una lieve perdita di peso durante la dieta può essere normale. Quello che non va assolutamente
bene è che un gatto rimanga a digiuno per più di due giorni perché non gradisce il cambio di
cibo. Se questo succede, telefonate subito al veterinario. Il gatto tollera male il digiuno e la
conseguente mobilizzazione dei grassi di deposito.
7) Se c’è un netto miglioramento o siete comunque vicini al traguardo dei due mesi, telefonate al
dottore prima di cambiare dieta.
8) Mantenere il proprio animale ad un nuovo regime per due mesi non è così difficile, ma
comunque richiede impegno ed attenzione a seguire la prescrizione senza concedere eccezioni alla
regola: eventuali rotture della dieta renderebbero nulla la vostra fatica e vi costringerebbero a
ricominciare da capo.

DiLivia Rea

L’esame delle feci e i parassiti intestinali

L’esame delle feci è un esame a basso costo, ma molto importante.
A volte possiamo accorgerci che i nostri amici animali ( cani, gatti, ma anche piccoli esotici) sono affetti da parassiti perchè notiamo sulle deiezioni delle cosine bianche. Sono le proglottidi delle tenie.

In altri casi possiamo trovare i parassiti adulti, sottilissimi filamenti biancastri (ascaridi).

Infine ci sono casi in cui solo l’esame coprologico al microscopio di un campione di feci può toglierci ogni dubbio.

E’ sempre consigliabile eseguirlo quando adottiamo o acquistiamo un animale, ma è altrettanto importante ripeterlo periodicamente, in accordo con il vostro medico curante, per controllare lo stato di salute del nostro piccolo amico.
Le feci vanno consegnate in un barattolo chiuso, va bene anche un contenitore da marmellata, basta che non siano conferite ( per motivi igienici di trasporto e conservazione) nei raccogli deiezioni di pellicola plastica o in pezzi di scottex.
In certi casi, quando la diarrea è importante, eseguiremo anche il test per la ricerca della giardia.
Per ogni dubbio, potete chiedere ulteriori informazioni ai medici veterinari della Casa di Cura San Geminiano.

DiLivia Rea

Convegno sul Primo Soccorso nel Cane, Modena 24/11/2019

 

Il giorno 24 Novembre 2019 alla Sala Pucci di Modena si terrà un convegno sul tema del Pronto Soccorso nel cane organizzato dall’associazione DOBRE DOG.

La nostra collega, d.ssa Livia Rea, interverrà con una relazione dal titolo

“Emergenze nei piccoli animali. Come riconoscerle e cosa fare o evitare in attesa del medico veterinario”.

Se siete interessati a partecipare potete trovare tutte le informazioni e la scheda di iscrizione (gratuita, ma obbligatoria) sul sito:

Convegno Primo Soccorso al cane

 

DiLivia Rea

Il microchip

Un tempo si doveva eseguire un tatuaggio sui cani per identificarli; non era semplice e poi i nostri amici animali si spaventavano per il rumore dell’apparecchio e spesso si ricorreva alla sedazione.
Ora è tutto più semplice; con un pic indolore iniettiamo sottopelle il microchip con i numeri identificativi e senza nemmeno farvi andare negli uffici comunali rilasciamo direttamente la documentazione relativa all’iscrizione all’Anagrafe per Animali d’Affezione.
Questa prassi è obbligatoria per tutti i cani e facoltativa per gatti e furetti; diventa indispensabile anche per loro se dobbiamo andare all’estero e ottenere il rilascio del passaporto europeo.

Perché è fondamentale l’iscrizione all’anagrafe? Per poter ritrovare rapidamente cani e gatti in caso di smarrimento e anche per essere in grado di dimostrare che fanno parte del nostro nucleo familiare.

Se avete adottato un cucciolo o pensate di adottarne uno, il nostro staff è a disposizione per rispondere alle vostre domande.

DiLivia Rea

Ricetta elettronica veterinaria

La legge del 20 Novembre 2017 n.167 (legge europea 2017) art.3, ha previsto l’istituzione e l’adozione di un sistema di tracciabilità dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati, anche attraverso l’introduzione della ricetta elettronica veterinaria, nel’ambito della salvaguardia della salute pubblica.

Tale tipologia di ricetta prevede da parte del veterinario, l’utilizzo di un sistema informatizzato on line, per poter emettere la ricetta. Appoggiandosi ad internet il sistema può in taluni casi essere rallentato, ed inoltre ci impedisce di duplicare ricette emesse da colleghi nell’ambito di terapie croniche, obbligandoci di volta in volta a preparare una ricetta ex novo.

Una volta emessa la ricetta è identificata da un numero e da un PIN, con i quali, anche senza avere la copia cartacea, è possibile recarsi in farmacia.

Tuttavia, come ricordato precedentemente, tale emissione richiede tempo, e difficilmente potremo fornirvi tali codici immediatamente. Proprio per questa ragione, vi chiediamo cortesemente di chiamare sempre con qualche giorno di anticipo nel caso vi servano farmaci per malattie croniche, e di specificare quale medico vi segue o ha emesso per voi la ricetta più recente. In questo modo per noi sarà più semplice preparare la ricetta e farvela avere entro le 24 ore successive.

Certi della vostra comprensione, restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.