Le intolleranze alimentari

DiLivia Rea

Le intolleranze alimentari

La presenza o l’insorgenza di una intolleranza alimentare può manifestarsi con la comparsa di
sintomi dermatologici (prurito, arrossamento cutaneo) oppure gastroenterici (vomito, diarrea).
In alcuni soggetti convivono entrambe le manifestazioni.
Nonostante la presenza in commercio di analisi sul sangue per determinare le intolleranze, questo
metodo viene a livello internazionale considerato poco affidabile.
L’unico metodo valido per riconoscere una intolleranza alimentare è quello di attuare una
dieta priva (dei cibi precedenti) ed una successiva dieta di provocazione (con i cibi
precedenti).
Normalmente l’intolleranza si manifesta più verso una fonte proteica che verso i carboidrati, ma si
preferisce cambiarli entrambi.
I punti chiavi da metabolizzare per rendere efficace la vostra collaborazione col veterinario:
1) Se non potete mantenere la dieta concordata, telefonate subito al dottore interessato.
2) Una dieta “casalinga” costituita da una nuova fonte proteica e da un tipo diverso di carboidrati è
l’opzione migliore, ma è possibile anche scegliere un mangime specifico suggerito dal veterinario
che non contenga i cibi precedenti o dove le proteine abbiano subito un processo che le renda più
tollerabili.
3) Qualsiasi extra (biscotti, snack, cibo caduto da tavola, cibo degli altri animali di casa, cibo dato
dai vicini) renderà nulli i vostri ed i nostri sforzi per cercare la causa di una intolleranza.
4) Spesso, se c’era una intolleranza a cibi precedenti, si vedrà un miglioramento nel giro di qualche
settimana, ma a volte occorre il termine del periodo indicato (2 mesi) per apprezzare la scomparsa
dei sintomi.
5) Se siete abituati a dare cibo da tavola, tenete da parte un po’ della dieta concordata per fornirla in
quel momento.
6) Una lieve perdita di peso durante la dieta può essere normale. Quello che non va assolutamente
bene è che un gatto rimanga a digiuno per più di due giorni perché non gradisce il cambio di
cibo. Se questo succede, telefonate subito al veterinario. Il gatto tollera male il digiuno e la
conseguente mobilizzazione dei grassi di deposito.
7) Se c’è un netto miglioramento o siete comunque vicini al traguardo dei due mesi, telefonate al
dottore prima di cambiare dieta.
8) Mantenere il proprio animale ad un nuovo regime per due mesi non è così difficile, ma
comunque richiede impegno ed attenzione a seguire la prescrizione senza concedere eccezioni alla
regola: eventuali rotture della dieta renderebbero nulla la vostra fatica e vi costringerebbero a
ricominciare da capo.

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